Bergamo: the Jazz is here, to stay

Il Jazz sta tornando, ve ne siete accorti?

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Da qualche anno una specie di corrente sotterranea, discreta ma forte, sta ri-portando le note jazz nella nostra vita. Il Jazz in realtà non è mai morto: qualche nota di Duke, qualche altra di Coltrane, la voce di Satchmo o di Lady Day, la tromba di Miles o di Fresu o di Rava, il piano di Art Tatum o di Jarrett o di Brad Mehldau hanno fatto da colonna sonora della vita di tutti, attraverso i film, o la radio, o certi libri.

A Bergamo le occasioni per ascoltarlo sono parecchie, le scuole (CDPM su tutte), un Jazz Club molto attivo, qualche club che offre musica di qualità dal vivo, ma l’appuntamento più prestigioso è il Festival che tutti gli anni nella seconda metà di Marzo porta dalle nostre parti il meglio di questo genere da tutto il mondo. Il terzo anno della gestione artistica di Enrico Rava sembra volerci riportare ai fondamentali del genere: i concerti nelle tre serate al Donizetti, ognuno con due “star” di pari livello, ma anche gli eventi di contorno al Teatro Sociale alla Gamec e all’Auditorium, si preannunciano tutti sulla carta sia serratissimi che forieri di cose belle e interessanti.

Difficile scegliere una serata: oggi (venerdì 21 Marzo) avremo la tostissima pianista Myra Melford, espressione moderna della più pura avanguardia di Chicago, in accoppiata con l’ormai strafamoso Joshua Redman, pluripremiato saxofonista figlio d’arte di Dewey.

Sabato 22 il sestetto guidato dal grande trombonista italiano Gianluca Petrella con Giovanni Guidi al pianoforte (entrambi “benedetti” dall’esperienza col maestro Rava) precederà la strana coppia formata dai due trombettisti Dave Douglas e Tom Harrell: lecito aspettarsi scintille.

Domenica 23 si chiude col concerto del duo formato dal maturo clarinettista Michel Portal e dal giovane Vincent Peirani alla fisarmonica, e a chiudere sarà la creatività al servizio delle percussioni, cioé l’indiano Trilok Gurtu. Insomma tre serate da non perdere, difficile scegliere: e perché poi scegliere? Aprite dunque le orecchie e lasciatevi avvolgere, ammaliare, travolgere dalle sonorità del jazz.

Carlo Gerelli

Nato a Milano nel 1958, informatico di mestiere ma frequentatore di musica da sempre, Carlo Gerelli è stato nel 1984 fra i fondatori della rivista “Il Blues” per la quale ha pubblicato per parecchi anni recensioni, interviste, brevi articoli, oltre a seguire due edizioni del Festival di Montreux e una del North Sea Jazz Festival. Fin dalla fine degli anni 1970 ha tenuto rubriche musicali su Radio Lombardia, Radio Regione, Italia Radio. Ha pubblicato anche sul Manifesto, L’ultimo Buscadero, Folkin’, negli anni 1990 su Pianotime, e più recentemente su InSound, scritto articoli di accompagnamento per CD pubblicati nella collana Miti della Classica, e note di sala per concerti.

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