Don Chisciotte e la bellezza di Dulcinea

Don Chisciotte– Toh! Toh! – disse Sancio – la figliola dunque di Lorenzo Corciuelo è la Signora Dulcinea de Toboso, chiamata con altro nome Aldonza Lorenzo?

– Lei, si – disse Don Chisciotte, – ed è colei che merita di essere signora di tutto l’universo.

– La conosco bene – disse Sancio – e posso dire che è capace di scagliare una barra di ferro altrettanto bene quanto il più vigoroso giovanotto di tutto il villaggio. Perdio se non è una ragazza di merito, è una marcantonia, di fegato, capace di trarre da un brutto rischio qualunque cavaliere errante o che debba ancora errare, il quale la prenda per sua dama. Figlia d’un sei, come robusta e che voce! Posso dire che un giorno salì sulla cima del campanile del villaggio a chiamare certi suoi garzoni che erano in un maggese di suo padre e sebbene fossero lontani di lì più di mezza lega, la sentirono come se si trovasse al piede della torre. Quel che poi ha di bello è che non è punto ritrosa, ché anzi è di modi molto sciolti: scherza con tutti e di tutto sogghigna e si burla. Dico pertanto, signor Cavaliere dalla Triste Figura, che per lei può e deve vossignoria non soltanto far pazzie, ma che, a giusto titolo può darsi alla disperazione e impiccarsi; né ci sarà mai alcuno il quale, sapendolo, non dica che fece benone, e anche che il diavolo se lo abbia a portar via. E vorrei già essere in via, tanto per vederla, giacché da molti giorni non la vedo: e dev’essere per i campi, al sole, all’aria sciupa molto il viso delle donne.  […]