E' nato il "Royal Baby" quanti nomi ha ciascuno di noi?

“Il Duca e la Duchessa di Cambridge hanno il piacere di annunciare che al loro figlio hanno dato il nome di George Alexander Louis”.

Britain Royal Baby

Ecco, il nome al piccolo futuro erede della Corona d’Inghilterra è stato dato, più correttamente dovremmo dire imposto. Il nome che lo accompagnerà per tutta la vita che lo indicherà agli altri e quindi, attraverso di essi, a se stesso. Il nome, un significante che insieme a tutti quei significanti che si aggiungeranno e a quelli che già gli erano stati attribuiti prima della nascita, lo renderanno riconoscibile e gli daranno un posto.

Cos’è un significante? È un elemento reperibile nel discorso che rappresenta il soggetto e lo determina.

“Royal baby”, o “The future King George VII”, sono ad esempio due significanti, successivi alla sua nascita ma precedenti l’imposizione del nome. Un altro significante, precedente la sua nascita è quello di “Principe di Cambridge” e poi con l’aggiunta del nome George, “Principe George di Cambridge”, titolo che nella famiglia reale richiama le vicende di un precedente Principe George di Cambridge, morto all’inizio del secolo scorso, pecora nera della Casa Reale in quanto rifiutò il matrimonio previsto per lui dalla famiglia e sposò una attrice ed i cui figli, a seguito di questa scelta paterna, vennero esclusi dalla linea o catena ereditaria.

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È molto probabile che questo precedente si aggiungerà agli altri significanti già citati e a tutti quelli a noi non noti ma presenti nelle aspettative, consce e inconsce, nelle parole che i suoi genitori,  il contesto  parentale e sociale gli hanno attribuito e man mano gli attribuiranno, formando tutti insieme una linea o catena di significanti.
È interessante osservare l’analogia tra linea ereditaria e catena significante. Entrambe mostrano la continuità che lega ciascun soggetto, a sua insaputa e indipendentemente dalla sua volontà e dal suo desiderio, all’Altro nella dimensione della storia famigliare e nella dimensione del linguaggio.
E non cambia nella sostanza il fatto che il nuovo nato appartenga a una casa reale, oppure a una qualsiasi famiglia.
Entrambi i piccoli e in definitiva tutti gli uomini si ritrovano inseriti in un legame di relazione e di linguaggio dal quale dipendono e dal quale si attendono il riconoscimento attraverso quel nome, e quei significanti, che loro non hanno deciso ma che si sono trovati imposti.

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Lacan definendo il soggetto in quanto “rappresentato da un significante per un altro significante”, (cioè per un altro soggetto), illustra come il egli sia qualcosa di inafferrabile, separato già in partenza da se stesso e di come sia dagli altri – più precisamente dall’Altro – definito, contornato. Un soggetto intruppato e intrappolato in una catena di significanti che non dicono della sua essenza ma dei quali per esistere, per essere nel mondo, non può farne a meno.
Realtà sconvolgente che mina le certezze dell’uomo, soprattutto di quello contemporaneo, così avvinghiato all’idea ipertrofica di se stesso, aprendo una voragine intorno alla questione dell’Io e della sua consistenza, cioè della sua stessa esistenza.

La teoria e il pensiero di Lacan sono sorprendenti nella capacità di interpretare e di interrogare la realtà dell’uomo e della società contemporanei, sottoposti ad una condizione di instabilità e di confusività in cui è difficile orientarsi.
Per questo motivo, la LAF – Libre Association Freudienne con sede a Parigi –
www.libre-association-freudienne.org organizzerà a Bergamo, dal prossimo autunno 2013, degli incontri di lettura psicanalitica che saranno particolarmente incentrati sui seminari di Lacan. Gli incontri che sono rivolti non solo ad analisti ma a tutti coloro che sono interessati al discorso psicoanalitico,  saranno condotti da Yves Inserra – yves.inserra@9online.fr – , psicanalista della LAF che si può contattare per ogni informazione.

Per concludere è bene ricordare che quanto detto a proposito dell’inclusione di ogni essere umano in una catena significante ha degli effetti importanti a livello clinico e terapeutico, perché è a quei significanti, a quelle marchiature attribuite al soggetto che bisogna risalire per ritrovare il senso del proprio essere, superando il malessere e le sofferenze che i vari disturbi psicologici, nelle differenti manifestazioni e classificazioni, arrecano al soggetto.

Mario Tintori
Psicologo Psicoterapeuta
mario_tintori@fastwebnet.it
www.psicologo.bergamo.it

E’ NATO IL “ROYAL BABY”
QUANTI NOMI HA CIASCUNO DI NOI ?

“Il Duca e la Duchessa di Cambridge hanno il piacere di annunciare che al loro figlio hanno dato il nome di George Alexander Louis”.

Ecco, il nome al piccolo futuro erede della Corona d’Inghilterra è stato dato, più correttamente dovremmo dire imposto. Il nome che lo accompagnerà per tutta la vita che lo indicherà agli altri e quindi, attraverso di essi, a se stesso. Il nome, un significante che insieme a tutti quei significanti che si aggiungeranno e a quelli che già gli erano stati attribuiti prima della nascita, lo renderanno riconoscibile e gli daranno un posto.

Cos’è un significante? È un elemento reperibile nel discorso che rappresenta il soggetto e lo determina.

“Royal baby”, o “The future King George VII”, sono ad esempio due significanti, successivi alla sua nascita ma precedenti l’imposizione del nome. Un altro significante, precedente la sua nascita è quello di “Principe di Cambridge” e poi con l’aggiunta del nome George, “Principe George di Cambridge”, titolo che nella famiglia reale richiama le vicende di un precedente Principe George di Cambridge, morto all’inizio del secolo scorso, pecora nera della Casa Reale in quanto rifiutò il matrimonio previsto per lui dalla famiglia e sposò una attrice ed i cui figli, a seguito di questa scelta paterna, vennero esclusi dalla linea o catena ereditaria.

È molto probabile che questo precedente si aggiungerà agli altri significanti già citati e a tutti quelli a noi non noti ma presenti nelle aspettative, consce e inconsce, nelle parole che i suoi genitori,  il contesto  parentale e sociale gli hanno attribuito e man mano gli attribuiranno, formando tutti insieme una linea o catena di significanti.
È interessante osservare l’analogia tra linea ereditaria e catena significante. Entrambe mostrano la continuità che lega ciascun soggetto, a sua insaputa e indipendentemente dalla sua volontà e dal suo desiderio, all’Altro nella dimensione della storia famigliare e nella dimensione del linguaggio.
E non cambia nella sostanza il fatto che il nuovo nato appartenga a una casa reale, oppure a una qualsiasi famiglia.
Entrambi i piccoli e in definitiva tutti gli uomini si ritrovano inseriti in un legame di relazione e di linguaggio dal quale dipendono e dal quale si attendono il riconoscimento attraverso quel nome, e quei significanti, che loro non hanno deciso ma che si sono trovati imposti.

Lacan definendo il soggetto in quanto “rappresentato da un significante per un altro significante”, (cioè per un altro soggetto), illustra come il egli sia qualcosa di inafferrabile, separato già in partenza da se stesso e di come sia dagli altri – più precisamente dall’Altro – definito, contornato. Un soggetto intruppato e intrappolato in una catena di significanti che non dicono della sua essenza ma dei quali per esistere, per essere nel mondo, non può farne a meno.
Realtà sconvolgente che mina le certezze dell’uomo, soprattutto di quello contemporaneo, così avvinghiato all’idea ipertrofica di se stesso, aprendo una voragine intorno alla questione dell’Io e della sua consistenza, cioè della sua stessa esistenza.

La teoria e il pensiero di Lacan sono sorprendenti nella capacità di interpretare e di interrogare la realtà dell’uomo e della società contemporanei, sottoposti ad una condizione di instabilità e di confusività in cui è difficile orientarsi.
Per questo motivo, la LAF – Libre Association Freudienne con sede a Parigi –
www.libre-association-freudienne.org organizzerà a Bergamo, dal prossimo autunno 2013, degli incontri di lettura psicanalitica che saranno particolarmente incentrati sui seminari di Lacan. Gli incontri che sono rivolti non solo ad analisti ma a tutti coloro che sono interessati al discorso psicoanalitico,  saranno condotti da Yves Inserra – yves.inserra@9online.fr – , psicanalista della LAF che si può contattare per ogni informazione.

Per concludere è bene ricordare che quanto detto a proposito dell’inclusione di ogni essere umano in una catena significante ha degli effetti importanti a livello clinico e terapeutico, perché è a quei significanti, a quelle marchiature attribuite al soggetto che bisogna risalire per ritrovare il senso del proprio essere, superando il malessere e le sofferenze che i vari disturbi psicologici, nelle differenti manifestazioni e classificazioni, arrecano al soggetto.

Mario Tintori
Psicologo Psicoterapeuta
mario_tintori@fastwebnet.it
www: psicologo.bergamo.it

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