Moda sì, ma da peschereccio!

Come nelle favole, in fondo al mare c’è un tesoro nascosto, ma questa volta non è fatto di dobloni…

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Anche il favoloso mondo del fashion è eco… ripulendo i mari!

Si stimano a circa 640 mila le tonnellate di attrezzature da pesca disperse nei mari; l’oro del nuovo millennio! Infatti, matasse di reti dai mille colori e galleggianti possono avere una seconda vita, mediante un processo di scomposizione fisica e chimica, che permette di ottener il caprolattame: materia prima per la produzione di filati in nylon, il cui impiego spazia dalle industrie tessili per la fabbricazione di capi di abbigliamento, tappeti e moquette, alle reti da pesca ed perfino la realizzazione dei cruscotti delle auto!

Il caprolattame, ottenuto dal processo di riciclaggio, possiede le stesse caratteristiche di quello realizzato con processi convenzionali.

Un esempio fra tanti, nel 2011 è stato inaugurato a Lubiana, in Slovenia, alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana, il primo impianto produttivo dedicato allo sviluppo del progetto Econyl per la produzione di caprolattame.

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L’iniziativa si prefigge di raccogliere il materiale da riciclo da tutto il mondo, con la collaborazione di consorzi ed enti privati, partner e aziende clienti.

Una volta selezionati, ripuliti e sottoposti al trattamento, gli “ex” rifiuti sono pronti a rientrare nella filiera produttiva dei filati, per diventare maglioni e sciarpe!

Ma non tutti i rifiuti diventato una risorsa, anzi!

Nel 1992 un cargo proveniente da Hong Kong, diretto verso le coste degli Stati Uniti, s’imbatté in una tempesta e alcuni container caddero in mare. Il contenuto? 30.000 pezzi tra tartarughe, rane e paperelle gialle, quelli che fanno compagnia con le bolle di sapone ai nostri piccoli! Da allora solcano i flutti numerosi esemplari gommosi! Purtroppo, anche a distanza di tanti anni, si vedono gli effetti, infatti, una delle ultime balene spiaggiate aveva nello stomaco proprio uno di questi oggetti!

Si chiama entanglement quando gli animali rimangono imbrigliati in reti, sacchetti e altri rifiuti plastici finendo per morire di fame, soffocamento o annegamento.

I dati riferiscono che annualmente muoiono per entanglement o per ingestione di plastica circa un milione di uccelli marini e 100.000 unità tra mammiferi marini e tartarughe!

Non solo Moda eco, anche vegana!

Roma e Berlino, le due capitali europee dove potete trovare capi garantiti senza componenti animali e quindi assolutamente ecosostenibili! Spazio allora ai materiali che non sono il frutto dello sfruttamento e della sofferenza di altri essere viventi!

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Due esempi fra tanti : www.umasan-world.com e www.gattoconglistivali.it

3 commenti su “Moda sì, ma da peschereccio!

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